/ Maggio 10, 2019

Se è vero che l’incidenza delle separazioni la rende un evento probabile nella vita degli individui, è anche vero che la separazione genera sofferenza in tutte  le parti implicate.Tale esperienza è infatti assimilabile nei suoi effetti a quella di una perdita; la rottura del legame familiare può avere l’effetto di generare negli adulti e nei bambini pensieri e sentimenti tristi. I  bisogni di una famiglia che si sta separando sono tanti e ogni bisogno può essere ascoltato e trovare risposta attraverso opportuni interventi.

La Mediazione Familiare è un intervento rivolto alla famiglia separata o che si sta separando, affinché i genitori riducano il conflitto ed imparino o ripristinino la capacità di dialogare per il benessere dei figli, mediante l’aiuto di un “terzo” neutrale, il Mediatore Familiare. In primo luogo il percorso di mediazione familiare ha l’obiettivo di aiutare i genitori a trovare una nuova organizzazione per la loro famiglia: infatti, la scelta di separarsi implica la trasformazione da famiglia che vive tutta all’interno di uno stesso nucleo a famiglia che vive in due nuclei; di conseguenza l’assetto familiare cambia  e le  competenze genitoriali possono essere messe a dura prova.

Una prima area di lavoro riguarda quindi la riduzione del conflitto, spesso generato dalla separazione; il disaccordo può riguardare questioni patrimoniali, ma molte volte investe i figli e il loro affidamento;  la mediazione può aiutare a formulare degli accordi su questioni pratiche (affidamento dei figli, regolamentazione del diritto di visita del genitore non collocatario, definizione degli aspetti economici etc). Per quanto la mediazione sostenga l’assunzione di decisioni concrete per la futura vita della famiglia,(attraverso la stesura di accordi da presentare anche al Tribunale Ordinario per la separazione), il ruolo del mediatore non è quello di prendere decisioni al posto dei genitori, ma di accompagnarli e di promuovere il dialogo tra loro, affinché siano i genitori stessi a raggiungere le decisioni migliori per la loro famiglia. Questo servirà anche in futuro poiché la mediazione può essere anche vissuta come un contesto dove ri – imparare a comunicare.

Nel percorso di mediazione è importante che i bisogni dei bambini siano posti al centro; va quindi dedicato uno spazio di ascolto ai figli affinché le loro necessità possano essere considerate negli accordi da raggiungere. Ma perché i figli possano essere ascoltati con cognizione di causa è importante che siano informati di cosa sta avvenendo nella loro famiglia. Pertanto una seconda importante area di lavoro da considerare nei percorsi di mediazione riguarda la promozione della comunicazione relativa all’evento separativo, tra genitori e figli. E’ esperienza diffusa, infatti, che i figli vengano informati poco e male di quanto accade a loro e alle loro famiglie e altrettanto poco e male siano aiutati nel difficile processo di elaborazione.

Infine una terza area riguarda il sostegno alla genitorialità; il paradosso della separazione comporta che le capacità genitoriali risultino indebolite proprio quando i genitori dovrebbero essere particolarmente forti. Risulta quindi utile inserire nel percorso di mediazione dei momenti specifici per incrementare le capacità dei genitori di sintonizzarsi con i bisogni dei figli, sostenerli nel comunicare in modo chiaro e coerente con i bambini per aiutarli nell’affrontare i sentimenti di perdita e nel dare un senso alla separazione.

Tutto ciò che emerge con i figli viene condiviso con i genitori come strumento di riflessione e supporto alla co-genitorialità soprattutto per valorizzare le qualità di entrambi. Inoltre, per i figli, sapere che un terzo, esperto, sta aiutando i genitori nell’affrontare il momento critico, li rassicura e li solleva da eventuali stati di preoccupazione per gli stessi e per il futuro della famiglia. Nell’ambito del percorso di mediazione, rivolto all’intero nucleo familiare, attiviamo (quando necessario ) formati individuali volti ad offrire  supporto psicologico e sostegno alla elaborazione della separazione.

Inoltre, all’interno del percorso, è possibile produrre gli accordi da presentare al Tribunale competente per l’omologa della separazione. Difatti, per la separazione consensuale, è possibile procedere autonomamente, senza necessariamente la presenza del legale di fiducia,  dimezzando i tempi e i costi giudiziari. n sintesi, il lavoro al tavolo della mediazione è teso a prevenire la cronicizzazione del conflitto all’interno della famiglia separata, tutelando i figli e promuovendo una nuova cultura della separazione, non più vissuta esclusivamente come perdita e fallimento ma anche come opportunità per guardare ai propri bisogni e  costruire una nuova visione di famiglia .

Valentina Panigo, responsabile del servizio Mediazione familiare

Sara Messineo, Laura Baschera, Silvia Palmieri, Francesca Rinaldi, equipe Mediazione familiare

 

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